Implantologia

Che cos'è l'implantologia

È il ramo più recente della continua ricerca odontoiatrica, e ultimamente ha raggiunto livelli di sicurezza, affidabilità e predicibilità di successo nel tempo, tali da renderla la soluzione ottimale per molti casi di sostituzione di elementi dentali naturali persi.

Consiste nell’inserire dei “perni” in titanio nella mandibola o nel mascellare superiore con lo scopo di sostituire denti mancanti persi per estrazioni o mancanti per cause congenite [agenesie].

Il titanio è un metallo assolutamente bio-compatibile, che si integra perfettamente con un tessuto umano [l’osso]: si parla infatti di implantologia osteointegrata, cioè di un vero e proprio legame intimo e stabile tra le cellule ossee e le molecole di titanio, che non consente alcun movimento ed è in grado di sopportare i carichi molto elevati delle forze masticatorie.

Implantologia e raggi X

Implantologia: piano di trattamento

Dopo una accurata fase diagnostica, che si deve necessariamente avvalere di un’indagine radiologica – la TAC – ed avendo escluso o comunque preso in considerazione nella valutazione dei rischi, eventuali controindicazioni assolute [mancanza o scarsa qualità dell’osso] e relative [diabete, grandi fumatori], si passa alle fasi operative del piano di trattamento, che consistono in:

  • una seduta chirurgica in cui vengono posizionati gli impianti o “fixture” completamente sommersi nell’osso e ricoperti dalla gengiva. È importante sottolineare che la difficoltà maggiore di questa fase consiste nell’inserire i perni nella posizione più corretta possibile, soprattutto in relazione alla successiva fase di protesizzazione, manovra che richiede un accurato studio pre-chirurgico che simuli sui modelli in gesso il risultato finale della riabilitazione, e naturalmente adeguati tempi chirurgici;
  • un periodo di pausa di 2 – 6 mesi, per consentire l’osteointegrazione;
  • una seconda fase chirurgica per la riapertura e lo scoprimento della “testa” degli impianti e la connessione – quasi sempre a vite – di monconi [abutment], cioè di ulteriori perni in metallo che fuoriescono dalla gengiva;
  • una fase finale di protesizzazione, nella quale verranno cementate o avvitate le corone di ceramica, molto simili a quelle utilizzate per i denti naturali, preparate dall’odontotecnico con procedure sia in bocca [presa delle impronte, delle cere e successive prove], che in laboratorio .
Implantologia dentale

Tecniche di implantologia

Le attuali tecniche hanno permesso di raggiungere percentuali di successo altissime [95% dei casi].

Le indicazioni all’implantologia sono sensibilmente aumentate negli ultimi anni poichè sono stati sperimentati con successo interventi per incrementare la quantità di osso a disposizione come rialzi di seno mascellare e aumenti crestali.

In caso di rigetto è stata recentemente dimostrata la possibilità di re-intervenire nello stesso sito, una volta individuate ed eliminate le cause di insuccesso.
Rientrano nella sfera di competenza dell’implantologo anche alcuni interventi atti a guarire le malattie che colpiscono i tessuti peri-implantari, senza arrivare ad una compromissione della stabilità dello stesso: le mucositi e le peri-implantiti.

Queste consistono rispettivamente in un’infiammazione reversibile della gengiva che si trova attorno all’impianto ed in un processo, invece spesso irreversibile, che causa una perdita progressiva di tessuto osseo di supporto.
Vengono trattati con una terapia, chirurgica e non chirurgica, sostanzialmente sovrapponibile a quella parodontale.
La ricerca scientifica, in continua evoluzione, ha recentemente permesso anche di utilizzare immediatamente gli impianti: in determinati casi è oggi possibile, in un’unico atto operatorio, posizionare gli impianti nell’osso, avvitarvi i monconi e inserire i denti provvisori.

Il paziente che arriva in  studio privo di alcuni elementi o con una protesi mobile, può uscire nella stessa giornata con i suoi denti fissi, e iniziare subito a utilizzarli masticando.

Sempre più spesso, inoltre, soprattutto nel caso di inserimento di un numero limitato di impianti cosiddetti post-estrattivi, cioè eseguiti contestualmente alle estrazioni di radici dentali irrecuperabili, in un unico tempo chirurgico e senza dover suturare, viene rimosso il dente, posizionato l’impianto ed adattato il provvisorio.

In questo modo si migliora sensibilmente la guarigione sia sotto l’aspetto estetico [per l’assenza di cicatrici], che per quanto riguarda i tempi di riabilitazione post-chirurgica.

Importantissima, infine, nella gamma infinita per qualità e costi che offre il mercato in questo momento, la scelta di impianti e di relativa componentistica protesica di alta qualità, in modo da poter garantire al paziente, grazie alla precisione delle connessioni, la più lunga durata nel tempo possibile.

Al termine del trattamento verranno rilasciati i certificati della ditta produttrice che ne garantiscono la qualità.

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