Protesi Dentale

Le protesi dentali

Un problema veramente delicato è il restauro o la ricostruzione degli elementi dentali distrutti o mancanti mediante manufatti prodotti, su indicazione e progettazione del medico odontoiatra, dal laboratorio odontotecnico il cui supporto risulta pertanto indispensabile.
La protesi dentali si può dividere in due grandi categorie:
  1. la protesi rimovibile, che riguarda ogni tipo di apparecchio mobile, dalle protesi totale (la classica dentiera), agli scheletrati (particolari protesi parziali rinforzate da uno “scheletro” di metallo e ancorate ai denti residui), fino alla protesi mobile parziale provvisoria, che vengono di solito utilizzate per la sostituzione immediata di elementi estratti, in attesa della guarigione dei tessuti. La protesi rimovibile scheletrata definitiva, con ancoraggio dentale, è quasi sempre assolutamente sovrapponibile come confort per il paziente alla protesi fissa con l’unico difetto di dover essere rimosse 3-4 volte al giorno per la necessarie manovre di pulizia.Proprio la possibilità di poter essere meglio mantenute e controllate sotto il profilo igienico, la fa spesso preferire ad estese riabilitazioni fisse.
    In particolare, le protesi “metal free” sono attualmente le preferite per le loro caratteristiche chimico fisiche.
    Hanno infatti proprietà che permettono loro di avere un’elasticità senza pari ed una translucenza tale da renderle assolutamente invisibili nel cavo orale.
    Gli spessori molto ridotti, che variano da 0,6 a 1,6 mm, le rendono inoltre così leggere da essere molto confortevoli  per il paziente e praticamente indistruttibili anche in caso di cadute accidentali da qualsiasi altezza. L’assenza dei ganci contribuisce non poco a far ben accettare la protesi al paziente dal punto di vista estetico.
  2. la protesi fissa comprende ogni tipo di restauro, che si definisce corona se ricopre tutto il dente oppure intarsio se ne ricostruisce solo una parte, che viene cementato sui denti opportunamente preparati dal dentista o su impianti fissati nell’osso.
    Nella protesi fissa, a seconda del numero di denti coinvolti, si possono avere corone o intarsi singoli nel caso di protesizzazione di un solo dente e ponti se solo un dente mancante viene sostituito con un appoggio sui due elementi vicini; in questo caso saranno almeno 3 i denti protesizzati, oppure riabilitazioni più vaste che possono arrivare a comprendere un’intera arcata (circolari).
Materiali per la protesi dentale

Protesi dentale: i materiali

  1. Oro. Viene utilizzato per fondere corone dentali da posizionare in zone della bocca non visibili; talvolta queste possono essere rivestite di resina sulla faccia esterna del dente, più importante esteticamente.
  2. Leghe metalliche. In protesi vengono usate:
    1. leghe nobili: vengono fabbricate cappe sulle quali viene cotta la ceramica. Sono utilizzate quasi esclusivamente in protesi fissa e sono altamente biocompatibili;
    2. leghe vili: vengono utilizzate per la costruzione di scheletrati mentre sono controindicate nella protesi fissa (corone e ponti) per il basso grado di biocompatibilità. Alcune di queste, a contatto con l’ambiente orale e la saliva, possono addirittura ossidarsi tatuando la gengiva in modo permanente;
    3. la ceramica: ha soppiantato ogni altro materiale usato in passato, che costituisce il materiale di scelta principale per qualsiasi tipo di restauro protesico. Viene preparata in laboratorio odontotecnico, dove viene “cotta” in speciali forni ad altissime temperature (attorno ai 1000° gradi), che le conferiscono caratteristiche di estetica, durezza, trasparenza e levigatezza, che la rendono molto simile ai denti naturali.
  3. Resina (plastica). Viene confezionata nei colori più simili ai denti naturali ed è utilizzata normalmente per i provvisori, cioè per quelle protesi fisse posizionate per un periodo di tempo limitato in bocca per motivi diagnostici, di verifica oppure per il tempo necessario all’odontotecnico per produrre gli elementi definitivi.
Protesi Dentali - le corone

Protesi dentali: le corone dentali

  1. Corone in metallo-ceramica: la ceramica viene cotta su una “cappetta” di leghe di metalli nobili (platino, oro, palladio) e quindi assolutamente biocompatibili;
  2. Corone in AGC: la ceramica viene in questo caso posta su particolari sottilissime cappe costruite con una tecnica di aureo-deposizione galvanica. Lo spessore minimo di queste corone dentali (2 decimi di mm) permette di usare una maggiore quantità di ceramica e quindi di aumentare la resa estetica; si usano pertanto quasi esclusivamente nei settori anteriori;
  3. Corone in ceramica integrale: sono composte da sola ceramica “metal-fre”e e per le qualità di trasparenza e luminosità, sono il riferimento nel campo dell’estetica dentale. La trasparenza è, in questo caso, un’arma a doppio taglio perché possono essere usate solo nel caso il dente abbia conservato il suo colore originale perché altrimenti si potrà intravedere l’eventuale decolorazione sottostante.
Certificazione conformità odontoiatrica

Dichiarazione di conformità

Per tutti i materiali usati in odontoiatria, è obbligatorio per legge rilasciare al paziente, a fine trattamento, una dichiarazione di conformità (una specie di garanzia del manufatto) nella quale ne vengono anche specificati tipo e qualità.
Dentisti professionisti

Il ruolo dell'odontoiatra negli impianti dentali

Fondamentale negli impianti di protesi risulta essere la collaborazione tra dentista e odontotecnico, cioè chi materialmente modella oro e ceramica per costruire i denti “artificiali”.

Successivamente infatti alle fasi cliniche di preparazione, presa delle impronte e rilevamento di cere e arco facciale, fondamentali per la futura precisione del restauro, entra in gioco l’abilità dell’odontotecnico che è il principale responsabile della componente del trattamento più immediatamente percepita dal paziente: il colore e la forma delle corone in ceramica. Risulta pertanto necessario che sia sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda di medico e paziente con i quali deve condividere motivazioni ed aspettative.

A questo proposito va sottolineato che l’aspetto fondamentale che caratterizza una “corona” di ottima qualità, sia essa in metallo, metallo ceramica o ceramica integrale, è la precisione intesa come connessione intima tra dente e restauro protesico.
Questo aspetto, minimamente percepito dal paziente, è invece fondamentale non tanto per la durata del restauro, che può resistere grazie alla bontà dei cementi oggi in commercio, più di 15 anni anche se impreciso, quanto per la salute del dente sottostante e dei relativi tessuti di supporto, gengiva e osso.
Sigillandolo ermeticamente ne impedisce infatti l’infiltrazione batterica e quindi la formazione di carie del moncone sottostante, mantenendolo nel tempo intatto e quindi perfettamente recuperabile nel momento in cui la protesi dovesse essere sostituita.

La zona di confine tra corona e dente risulta più precisa e gestibile se costruita in metallo anziché in ceramica ed è questo il motivo per cui, quando le esigenze estetiche lo permettono (settori posteriori), si preferisce lasciare in questo punto un microbordino metallico.

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